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14 OTTOBRE 2025 |
Evento finale regionale del progetto MIND THE G.A.P.

Una mattinata intensa di confronto e ascolto ha animato la tappa lombarda del progetto nazionale “Mind the Gap”, promosso da ANTEAS, per il contrasto alla solitudine e la prevenzione del gioco d’azzardo patologico tra la popolazione anziana, che ha preso vita su tutto il territorio nazionale e, qui in Lombardia, nel territorio bresciano.
All’evento hanno partecipato più di 75 persone, tra volontari, esperti, rappresentanti istituzionali e cittadini.
"Con questo evento conclusivo vogliamo invitarvi a guardare dentro le pieghe invisibili del nostro tempo e della nostra società - dice Gloria Bertolotti, Presidente Regionale Anteas Lombardia - spingendoci a riflettere su una realtà complessa e dolorosa come quella del gioco d’azzardo, spesso percepito come evasione, ma che per molti diventa trappola e piaga sociale, toccando vite, famiglie e comunità. Dietro i dati e le statistiche si celano persone, con le loro storie di solitudine, fragilità e smarrimento. Parlarne significa scegliere la prossimità, offrire ascolto senza giudizio, costruire relazioni autentiche in cui la fragilità diventa occasione di dialogo, sostegno e prevenzione.
Oggi chiudiamo formalmente un progetto, ma non chiudiamo un cammino: le esperienze, le relazioni e i legami nati continueranno a camminare INSIEME e generare valore, giorno dopo giorno, nei territori.
Ringrazio con gratitudine i volontari, i GE.Co (generatori di comunità) figure chiave di questo progetto che danno vita a comunità dove nessuno si sente abbandonato e tutti possono contribuire al benessere collettivo. Alle le istituzioni e soprattutto gli anziani, che hanno partecipato con fiducia e coraggio." anziani con attenzione al gioco d’azzardo patologico (GAP)”.
Dopo i saluti di Sergio Marcelli, Segretario Generale FNP CISL Lombardia si anima la tavola rotonda moderata dalla Dott.ssa Gianfranca Duca, Direttore Generale di Residenze del Sole, con gli interventi dei relatori.
Tavola rotonda – Tra ricerca di senso, vissuto ed etica di cura
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Dott.ssa Claudia Luppi, Collaboratore Tecnico di ricerca, laboratorio di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari - IFC-CNR.
Ha presentato i più recenti dati sul gioco d’azzardo, dati preoccupanti che invitano alla riflessione: 📈 il gioco d’azzardo in Italia è in crescita, trainato dal canale online;
👵 oltre 1 milione di over 64 ha un account di gioco attivo, e il 22% dei conti è stato aperto solo nel 2024;
⚠️ i profili più a rischio sono spesso persone sole, con fragilità economiche o di salute, che vivono il gioco come forma di socialità o fuga dalla solitudine.
Dott.ssa Angela Fioroni del Coordinamento Lombardo “Mettiamoci in Gioco”
Ha ricordato come il fenomeno del gioco d’azzardo sia legato alla solitudine e alle nuove fragilità sociali, che dipendono da molteplici fattori sociali tra cui l’invecchiamento della popolazione, cyberbullismo e violenza di genere nonchè dal sovraindebitamento.
Tuttavia la Dott.ssa Fioroni ci ricorda anche che dalla dipendenza si può uscire.
L’esperienza dei patti di comunità, come quello di Gonzaga, dimostra che la sensibilizzazione territoriale può fare la differenza.
Dott. Nicola Violante, Assessore al Bilancio, Tributi, Patrimonio, Trasparenza e Legalità – Comune di Rho
Ha raccontato l’esperienza del tavolo comunale permanente sul gioco d’azzardo, con progetti educativi nelle scuole, incontri con i giocatori anonimi e un nuovo sportello di ascolto cittadino per giocatori patologici.
Un impegno concreto per costruire consapevolezza e prevenzione.
Dott. Livio Claudio Bressan, Neurologo e Medico Plurispecialista presso Residenze del Sole Consorzio
Sociale Soc. Coop.
Ha spiegato che il gioco d’azzardo patologico è una vera dipendenza, che altera i circuiti cerebrali della gratificazione e si manifesta spesso in persone con vulnerabilità emotive, come depressione o lutti.
Negli over 65, la perdita di controllo e la ricerca di piacere immediato rendono il rischio ancora più alto.
A concludere l’incontro, Giuseppe De Biase, Presidente Nazionale ANTEAS, ha ribadito l’importanza del progetto “Mind the Gap” come strumento per ricostruire legami e comunità su scala nazionale. “Contrastare l’azzardo e la solitudine – ha ricordato De Biase – significa ricostruire legami e comunità.”



